
Autore: Matteo Pasquinelli
Anno: 2025
Genere: Intelligenza Artificiale
Descrizione:
Che cos’è l’intelligenza artificiale? In molti credono si tratti di un progetto per replicare l’intelligenza umana basato sulla logica segreta della mente o sulla fisiologia profonda del cervello e delle sue reti neurali. In questo volume, al contrario, si sostiene che il codice interno dell’IA non imita l’intelligenza biologica, ma l’intelligenza del lavoro e delle relazioni sociali, come tra l’altro confermato già dai Calculating Engines ideati da Charles Babbage a metà Ottocento e ancor oggi dagli algoritmi per il riconoscimento di immagini, per la sorveglianza e per la generazione di testi. L’idea che un giorno l’IA possa diventare autonoma o senziente è perciò pura fantasia, poiché gli algoritmi hanno sempre emulato nella loro struttura la forma delle relazioni sociali e l’organizzazione del lavoro, e il loro scopo rimane cieca automazione. Alla luce di ciò, l’autore invita scienziati, giornalisti e attivisti a sviluppare una nuova consapevolezza dell’IA, riconoscendo che il suo “mistero” non è altro che l’automazione del lavoro su grande scala, non l’intelligenza in sé.
Che cos’è l’intelligenza artificiale? In molti credono si tratti di un progetto per replicare l’intelligenza umana basato sulla logica segreta della mente o sulla fisiologia profonda del cervello e delle sue reti neurali. In questo volume, al contrario, si sostiene che il codice interno dell’IA non imita l’intelligenza biologica, ma l’intelligenza del lavoro e delle relazioni sociali, come tra l’altro confermato già dai Calculating Engines ideati da Charles Babbage a metà Ottocento e ancor oggi dagli algoritmi per il riconoscimento di immagini, per la sorveglianza e per la generazione di testi. L’idea che un giorno l’IA possa diventare autonoma o senziente è perciò pura fantasia, poiché gli algoritmi hanno sempre emulato nella loro struttura la forma delle relazioni sociali e l’organizzazione del lavoro, e il loro scopo rimane cieca automazione. Alla luce di ciò, l’autore invita scienziati, giornalisti e attivisti a sviluppare una nuova consapevolezza dell’IA, riconoscendo che il suo “mistero” non è altro che l’automazione del lavoro su grande scala, non l’intelligenza in sé.